2 MAGGIO, GIORNATA MONDIALE DEL TONNO: UNA RISORSA PER LA NUTRIZIONE, CON UN VALORE DI 42 MILIARDI DI DOLLARI, DA DIFENDERE CON UN APPROCCIO SOSTENIBILE. IL TONNO IN SCATOLA GUIDA LA PRODUZIONE E L’ITALIA E’ IL 2° MERCATO EUROPEO CON UN VALORE DI 1,3 MILIARDI DI EURO

2 MAGGIO, GIORNATA MONDIALE DEL TONNO: UNA RISORSA PER LA NUTRIZIONE, CON UN VALORE DI 42 MILIARDI DI DOLLARI, DA DIFENDERE CON UN APPROCCIO SOSTENIBILE. IL TONNO IN SCATOLA GUIDA LA PRODUZIONE E L’ITALIA E’ IL 2° MERCATO EUROPEO CON UN VALORE DI 1,3 MILIARDI DI EURO

L’Assemblea Generale dalle Nazioni Unite ha designato questa ricorrenza nel 2016 per riconoscere l’importanza della gestione sostenibile di questa pesca, praticata in più di 80 Stati, e del suo contributo alla nutrizione mondiale. Numerosi i progetti, le iniziative e le certificazioni dell’industria ittica a sostegno della sostenibilità e della tutela della biodiversità marina. A guidare la produzione di tonno è il prodotto in scatola, un comparto che solo in Italia ha un valore di 1,3 miliardi con un consumo di 155.000 tonnellate (presente nel 94% delle dispense italiane – dati Doxa/ANCIT). Il Prof. Migliaccio, Presidente Emerito della Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione (SISA) spiega l’importanza del tonno in scatola e delle sue proprietà nutrizionali nell’alimentazione.

Lunedì 30 aprile 2018 — Il 2 maggio ricorre la Giornata Mondiale del Tonno, designata dalla Risoluzione dell’Assemblea Generale dalle Nazioni Unite nel 2016, che invita tutti gli Stati membri, le organizzazioni del sistema delle Nazioni Unite, altre organizzazioni internazionali e regionali e la società civile, incluse le organizzazioni non governative, a celebrare il valore del tonno per la sicurezza alimentare e la nutrizione, lo sviluppo economico, l'occupazione, le entrate del governo, i mezzi di sostentamento, la cultura e la ricreazione, e riconoscere l’importanza della gestione sostenibile di questa pesca, per adempiere all’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

Negli ultimi anni sono stati avviati importanti progetti dai protagonisti dell’industria ittica, a sostegno della sostenibilità, con la creazione di iniziative e certificazioni ad hoc, finalizzate alla conservazione e alla tutela dell’ecosistema marino e della biodiversità, alla difesa dell’equilibrio tra le risorse e l’attività di pesca, assicurando il naturale rinnovamento, evitando il sovra-sfruttamento, la pesca illegale e accidentale.

Ad oggi, più di 80 Stati praticano la pesca al tonno e la sua portata continua a crescere negli oceani Indiano e Pacifico. Il primo prodotto a guidare la produzione è il tonno in scatola, un mercato che, solo in Italia, ha un valore di 1,3 miliardi di euro (2017), come confermano i dati dell’ANCIT (Associazione Nazionale dei Conservieri Ittici e delle Tonnare), con una produzione nazionale di 75.800 tonnellate e un consumo di 155.000 tonnellate (+3% rispetto al 2016) pari a circa 2,5 kg pro capite. Il comparto del tonno in scatola si conferma come uno dei più virtuosi dell’industria alimentare italiana, posizionando il nostro Paese al secondo posto in Europa, dopo la Spagna.

La pesca di tonno apporta all’economia globale un contributo annuale di 42 miliardi di dollari. Lo dice uno studio in cui si evince che, per le sette specie di tonno più consumate commercialmente negli ultimi due anni, i pescatori sono stati retribuiti con somme tra i 10 e i 12 miliardi di dollari l’anno. La vendita al consumatore finale ha infine fruttato un profitto del valore di 42,2 miliardi nel 2014. Il Pacifico si stabilisce tra gli oceani più fruttuosi in termini economici, producendo introiti pari a 22 miliardi nel 2014. Per quanto riguarda le specie, il tonnetto striato primeggia tra quelle consumate, in ragione del suo utilizzo da parte dell’industria conserviera mondiale. Anche il tonno a pinne gialle, tipologia prediletta dall’industria di conservazione ittica italiana, ha una significativa importanza a livello economico. Infine il tonno rosso, il cui valore oscilla tra i 2 e 2,5 miliardi di dollari all’anno.

Il tonno è un alimento estremamente nutriente e una risorsa importante per il benessere e la sussistenza dell’organismo – commenta il Prof. Pietro Migliaccio, Presidente Emerito della SISA (Società Italiana di Scienze dell’Alimentazione) -. Oltre ad essere parte integrante della Dieta Mediterranea, consente di ottimizzare tutte le funzioni vitali, anche nella versione in scatola che, grazie alle tecniche di conservazione, mantiene le caratteristiche nutrizionali simili a quelle del tonno fresco. Entrambi sono ricchi di proteine nobili, (addirittura il tonno in scatola ne contiene una quantità maggiore rispetto a quello fresco). Ambedue apportano acidi grassi omega 3, e anche il contenuto di vitamine e sali minerali rimane inalterato: il tonno in scatola come quello fresco, è ricco di iodio, potassio, ferro, fosforo e vitamine del gruppo B. Inoltre, il tonno in scatola, a parità di apporto nutrizionale con quello fresco, è più economico ed offre numerosi vantaggi in relazione alla sua facile reperibilità, conservabilità e versatilità in cucina.”

E i consumi dimostrano che tutte queste caratteristiche sono sempre più note e apprezzate. Un’indagine commissionata Doxa/ANCIT ha fotografato il vissuto e la conoscenza degli italiani rispetto al tonno in scatola. Scopriamo che questo alimento piace soprattutto agli under 25 e alle famiglie dove ci sono i bambini. I consumatori totali di tonno sono il 94% della popolazione e quasi 1 italiano su 2 (43%) lo mangia ogni settimana, soprattutto perché è facile, veloce da preparare e versatile. Ma anche in virtù dei suoi valori nutrizionali e tra gli italiani che praticano sport – circa il 50% del campione analizzato - 7 su 10 lo inseriscono nella “top five” degli alimenti a cui non saprebbero rinunciare (insieme a carni bianche, legumi, yogurt e bresaola).

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